Come crearsi una vera fanbase nel 2023

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Che sia importante, per un artista, crearsi una fanbase è praticamente indiscutibile.

Anche se sei un artista e hai compreso tutto della tua arte e della tua “artisticità”, se non c’è nessuno che ascolta i tuoi prodotti, la tua musica, i tuoi dischi, i tuoi singoli… di cosa stiamo parlando?

Potremmo parlare del dilemma filosofico che si chiede se un albero che cade con nessuno nei paraggi faccia o meno rumore, oppure…

…potremmo risparmiarcelo e dare per assodato che hai bisogno di ascoltatori e di persone che fruiscano del tuo lavoro.

E questo vale non solo per l’arte, ma per qualsiasi altra attività.

Piccola premessa: chi sono io per parlare di queste cose?

Per chi non lo sapesse sono un cantautore ma anche un imprenditore digitale.

Lavoro nell’industria musicale come consulente di social media marketing per aziende e per altri artisti.

In particolare, ai colleghi artisti fornisco la mia conoscenza e la mia consulenza attraverso una scuola online chiamata “Artisti Adesso” (artistiadesso.com), nella quale ogni settimana facciamo call di gruppo tra artisti, in cui cerco di trasmettere la conoscenza acquisita negli anni.

Conoscenza acquisita tramite tutti gli sforzi che ho fatto per promuovere la mia arte, la mia musica, per creare la mia community e anche attraverso gli sforzi degli artisti che ho aiutato a crescere sui social, in una maniera molto specifica, ovvero non con l’obiettivo di inseguire i numeri, come follower e streaming, ma piuttosto di crearsi un ecosistema sostenibile.

Con “sostenibilità” intendo la possibilità di guadagnare e di lavorare, e di trarre effettivamente soddisfazione dal fatto di avere delle persone che ci ascoltano e si ispirano a noi.

Persone che possono anche incontrarci per strada e riconoscerci (sensazione impagabile).

Crearsi una fanbase in 3 step

Lungi da me inventarmi niente di nuovo, partirò da tre principi fondamentali che tu stesso puoi trovare in giro sul web, su Google, oppure scandagliando YouTube.

I principi fondamentali per la creazione di una fanbase sono questi:

  1. “Consistency”:

    la si può tradurre in italiano in una varietà di modi, se volessimo attingere dalla Treccani la “consistenza” ha che fare con la solidità, con la resistenza alle deformazioni o alla pressione; il significato più generico è aver corpo, fondamento, concretezza, rispondenza alla realtà.

    Nella pratica acquisisci questa “solidità” essendo coerente e costante (vedremo in che senso).
  2. “Brand Identity”:

    Per creare una vera fanbase deve avere una brand identity consolidata, conoscere il tuo brand.
  3. Servire la tua community:

    Questo punto ha a che fare con il trattare bene la tua community, con il prenderti cura della relazione con le persone – vedremo nello specifico questo che cosa significa.
  4. Connessioni:

    questo punto ha che fare con il creare delle connessioni all’interno dell’ industria musicale, con i potenziali partner, i cosiddetti “stakeholder”.

    Con questo termine si intendono tutti i protagonisti di un’industria; nello specifico, nell’industria musicale gli stakeholder sono i discografici, gli uffici stampa, gli editori, i produttori (chi altri?) e ovviamente gli artisti.

    Intessere delle relazioni significative con tutti questi personaggi porta un valore a lungo termine e ti avvicina all’obiettivo, non solo di crearti una vera fanbase, ma di costruire la tua credibilità agli “occhi” dell’intero settore.

In questo articolo ci concentreremo sui primi tre punti (se vuoi approfondire il quarto fammelo sapere).

Consistency: coerenza e costanza

Per crearti una fanbase è fondamentale pubblicare sui social dei contenuti che siano coerenti tra di loro e con il tuo posizionamento di artista.

Ed in più ti serve una strategia di contenuti che ti consenta di pubblicare con costanza nel tempo.

I social media sono totalmente cambiati rispetto a diversi anni fa, in cui il consiglio standard dei social media manager era: “pubblica tre volte a settimana e stai sereno”.

Oggigiorno, se non pubblichi tutti i santi giorni rischi di finire nel dimenticatoio, perché la soglia dell’attenzione delle persone è pari a quella di un picchio sotto steroidi.

Se non sei presente tu, qualcun altro prenderà il tuo posto all’interno della mente dell’utente, è la triste, ansiogena, verità.

Gabriele come si fa a pubblicare ogni santo giorno?

Risposta: devi hackerare la tua mente, ti spiego come.

Avrai certamente notato che quando ti imbatti in un “successo” di un altro artista o di un altro content creator, sei naturalmente portato a pensare che quel successo sia avvenuto dal giorno alla notte.

In realtà la nostra visione è sempre limitata alla punta dell’iceberg: non vediamo, oppure non ci rendiamo conto, sul momento, di tutto il lavoro che c’ è dietro un “successo”.

Ogni successo, tranne casi rarissimi, è il frutto di una mole di lavoro che c’ è o c’è stata in una fase precedente.

Il trucco allora è smettere di ragionare a breve termine.

Non ha senso immaginare di pubblicare un video, un contenuto, che poi magari quel contenuto non va bene e a quel punto ti incazzi e non hai voglia di fare nient’altro che andare in giro a dire che i social non funzionano e che Gabriele Aprile spara minchiate.

Ma che ti credevi: che bastasse un solo video?

Oggi più che mai la quantità è più importante della qualità.

La quantità è la chiave per trovare la qualità.

E anche quando parlo di qualità non sto parlando di qualità artistica, ma di qualità comunicativa.

La qualità artistica io la do per scontata.

O meglio, do per scontato che saranno i posteri a giudicarla.

La qualità non si può controllare, perché è soggettiva.

Quello che invece puoi controllare è la quantità di contenuti che fai: più contenuti fai uscire fuori più probabilità ci sono che qualche contenuto rimanga attaccato al vetro dell’ attenzione di una persona che sui social sta facendo i cazzi suoi e che quindi è assolutamente distratta.

Ricapitolando, per essere costante devi concentrarti su un obiettivo a lungo termine.

Tendiamo a sopravvalutare quello che possiamo fare in un mese e a sottovalutare quello che possiamo fare in un anno o in tre anni o in dieci anni, per cui: ragiona a lungo termine e a quel punto troverai la chiave per la costanza e per la coerenza.

Rispetto alla coerenza, dovresti chiederti: “ma coerente con cosa?”

E qui arriviamo al secondo principio.

La Brand Identity per un artista

Devi conoscere a fondo il tuo brand, lo dicono tutti. Bene, è una cazzata.

Mi spiego.

Partiamo dalla definizione: “brand identity” è un insieme coerente di idee all’interno della mente e del tuo fan o del tuo potenziale fan, idee ovviamente su di te, idee che ti riguardano.

Quindi è un sistema di idee su di te, ciò che gli altri pensano di te.

Ed è qui che l’artista generalmente fa uno scivolone pazzesco, perché pensa che dovrebbe conoscere A MONTE la propria identità per poterla comunicare,

Cosa che è praticamente impossibile, non non solo per un artista, ma anche per un qualunque essere umano in generale.

Il “conosci te stesso prima di agire” è una cazzata, così come la brand identity così intesa.

Presumere di conoscere a priori e nel dettaglio la percezione che gli altri possono avere di noi e avere l’illusione di controllarla rischia soltanto di impedirci di fare ciò che è necessario fare, ovvero pubblicare pubblicare pubblicare: soltanto pubblicando contenuti iniziamo a scoprire davvero la nostra brand identity.

La tua brand identity si condensa, si focalizza, ad ogni contenuto che pubblichi.

È un gioco di specchi, come dico sempre, ma l’unico modo per rifletterci nello sguardo dell’altra persona è mostrarci al meglio delle nostre capacità o della nostra volontà di essere percepiti in un certo modo.

Per essere più concreti:

in Artisti Adesso io insegno delle strategie che possono aiutare a mettere a fuoco dei principi e degli elementi della tua brand identity, dell’universo che ti rappresenta e che puoi rappresentare, anche al di là dell’essere un “artista”.

Ma è ancora più vero che se questo esercizio ti blocca è più importante iniziare a pubblicare, partendo semplicemente da ciò che ti piace fare.

E dunque, a tutti gli artisti che sul concetto di brand identity sono assolutamente arenati e bloccati:

iniziate semplicemente a pubblicare contenuti su tutto ciò che vi piace, su tutto ciò che vi appassiona.

Sperimentate il più possibile creando dei contenuti che siano coerenti con voi, con ciò che vi piace davvero.

L’autenticità è un fattore importante nell’attirare potenziali fan.

Ora è vero che c’è comunque la mediazione di uno schermo e che quindi parlare di autenticità può risultare un tantino pretenzioso.

Ma sticazzi, quello che voglio dire è che se fingi di essere o di fare qualcosa che non sei, oppure se ti metti a fare cose che non ti piace fare le persone al di là dello schermo, per magia, per intuito, non lo so, se ne accorgono.

Così come se ne accorgono gli esperti, gli stakeholder dell’industria.

Per esempio, vuoi essere interessante per un discografico?

Stai sicuro che i discografici mica so’ fessi: capiscono se stai costruendo qualcosa di autentico con fondamenta solide, oppure se stai facendo la cosiddetta marchetta e stai prostituendo la tua identità soltanto per inseguire i follower.

Trovare la propria autenticità è un processo fatto di tentativi ed errori e la maggior parte delle volte non è per niente chiaro, all’inizio, che cosa di tutto ciò che sei capace di fare, di produrre può risuonare con il pubblico.

Ecco perché diventa ancora più importante e fondamentale sperimentare.

Testare elementi differenti, diversi tipi di video, sperimentare anche attraverso dei contenuti non musicali, provare vari linguaggi, vari livelli di energia.

Sperimentare ti serve a scoprire prima di tutto a trovare la tua voce e capire che cosa realmente hai voglia di fare.

Il bello o il colmo è che mentre scopri quello che piace a te ti accorgi che diventi più efficace nel comunicarlo e che le persone reagiscono meglio a ciò che pubblichi.

Perché? Perché sei più naturale, sei più libero e si vede, si sente.

Oggigiorno uno dei valori più grandi che possiamo inserire nei nostri contenuti social è la libertà, perché le persone hanno bisogno di ispirarsi ad altre persone che sono libere e la cui libertà traspare attraverso i contenuti che pubblicano.

Una libertà che viaggia anche al di là dello schermo.

Ultima parentesi sul branding:

non è “solo” qualcosa che ha a che fare con gli elementi visivi, come il logo, i tuoi colori, oppure come ti vesti.

Questi sono elementi importanti, che aiutano ad un primo livello, direi quasi subliminale, a comunicare un senso di coerenza, ma non sono il vero punto del concetto di “brand”.

Il brand passa attraverso il modo in cui parli, attraverso l’energia che ci metti, i messaggi che vuoi comunicare, traspare poi dal modo in cui interagisci con i tuoi fan, il modo in cui rispondi ai commenti, il modo in cui rispondi ai messaggi,

Ricorda: tutto fa branding.

Ogni singola azione che fai mette un tassello al tuo brand, e questo vale online, così come anche offline.

Bene, passiamo al terzo principio che forse il più fumoso dei tre, ma in realtà, come ti accorgerai, e il più concreto e anche il più pratico.

“Servire” i tuoi fan, ovvero trattarli bene

Io lo chiamo: “prendersi cura della relazione con i tuoi fan”.

Il primo modo attraverso cui farlo è sicuramente mostrare la versione più autentica di te stesso o di te stessa.

Ciò aiuta ad attirare persone che già risuonano con i tuoi valori e con i quali quindi sarà estremamente facile interagire, proprio perché condividete un sistema di valori.

Questo è il tipo di persona che vuoi attrarre: persone che si riconoscono nei valori del tuo brand.

Se ci riesci, in realtà a curare la relazione è una cosa abbastanza semplice.

Rispondere ai commenti in maniera sensata, rispondere ai dm in modo adeguato e aumentare la percezione di avere qualcosa in comune con le persone che ti scrivono, fa parte del tuo lavoro, ma non c’è da spaventarsi:

diventa molto semplice se le persone ti scrivono per i motivi giusti, ovvero perché hanno visto un tuo contenuto nel quale si riconoscono.

È il contenuto a “targhettizzare” il tuo pubblico.

Quando mi dicono: “Gabriele miei video i miei contenuti attirano il pubblico sbagliato, dell’età sbagliata, sono tutti brutti, etc. etc.”

In quel caso non hai un problema di pubblico.

Hai un problema di contenuto.

Stai pubblicando, delle cose che interessano ad una certa categoria di persone con certe caratteristiche socio demografiche.

E se quelle caratteristiche non ti piacciono, c’ è un problema in ciò che stai pubblicando, e quindi, a monte, c’ è un problema relativo all’autenticità della tua comunicazione perché forse stai pubblicando dei contenuti NON coerenti con i tuoi valori.

Non dico che sia semplice eh.

È oggettivamente difficile trovare persone che si riconoscano al cento per cento nei contenuti che pubblichi.

E là fuori ci sono servizi chei ti consigliano delle strategie per farlo, molto discutibili.

Per esempio interagire in maniera intensiva sui social facendo il proverbiale follow-unfollow oppure commentando ogni giorno su post simili a quelli che pubblichi tu.

O ancora bombardare le persone nei DM.

Questi metodi possono magari portare qualche nuovo follower, ma anche qui dovresti chiederti: è questo il modo in cui voglio farmi conoscere?

Voglio farmi conoscere da una persona perché l’ho seguita, oppure voglio farmi seguire da questa persona perché ho pubblicato qualcosa degna di nota?

Hai due alternative, che in realtà non dovrebbero escludersi a vicenda:

  • continuare a pubblicare in maniera organica, con una quantità generosa di contenuto settimanale e affidarti quindi ai cosiddetti algoritmi che però sono imprevedibili.

Gli algoritmi, belli loro, per carità, stanno diventando sempre più bravi a raccomandare contenuti a chi può apprezzarli.

Tuttavia, affidarsi all’algoritmo è comunque un terno al lotto.

Magari ci è già successo di aver seguito il consiglio del guru di turno, pubblicando sette contenuti in una settimana e nessuno di questi sembra aver innescato l’algoritmo.

Allora ci demoralizziamo e non abbiamo più voglia di fare un cazzo.

Grazie al cielo c’è un’altra strada:

  • Investire in pubblicità.

Utilizzare strumenti come Meta Ads Manager per acquistare della pubblicità, acquistare visibilità sulle piattaforme social.

Questi metodi a pagamento possono essere estremamente efficaci nel raggiungere il pubblico giusto e nell’aumentare il tuo seguito nella maniera più genuina possibile, bypassando in qualche modo l’ubriachezza o l’imprevedibilità dell’algoritmo organico.

Ti permette quindi in tempi più brevi di testare tipi di contenuto diverso.

Puoi velocemente determinare se un pezzo di contenuto ti genera nuovi fan, nuovi ascoltatori, nuovi follower.

In Artisti Adesso, per esempio, insegniamo la cosiddetta campagna acchiappa-fan che è un tipo di campagna che con pochissimi euro al giorno ti permette di capire in tempi molto rapidi se il tuo video viene visto fino alla fine e in che misura, in che percentuale rispetto a tutte le persone che si sono imbattuti nei primi tre secondi del tuo video.

Questa è una funzione, a mio avviso, di una potenza devastante.

Ripeto: sto parlando della possibilità di far vedere un tuo video musicale per intero, non soltanto magari per i primi tre secondi o quindici secondi che servono a innescare il contatore delle visualizzazioni o degli streaming a seconda della piattaforma.

In più queste campagne ti permettono di guadagnarti una chance di mostrare alle persone che hanno visto il tuo video per intero dei nuovi contenuti in futuro.

Poter mostrare nuovi contenuti a persone che hanno visto i tuoi contenuti precedenti è l’unico modo a lungo termine per coltivare la relazione con chi ti ha dato fiducia una prima volta.

Da qui la risposta al quesito: “come si trattano bene i tuoi fan potenziali fan?”

Non solo rispondendo ai messaggi adeguatamente: ma fornendo loro nuovi contenuti che possano apprezzare sempre più.

“Servire la propria fanbase” significa questo: offrire nuovi contenuti da consumare.

Il mestiere di un artista, per come la vedo io, sarà sempre più simile a ciò che fa una media company, ovvero un’azienda che fornisce contenuti di intrattenimento (e/o di informazione o formazione).

É come se l’artista avesse il suo Netflix, la sua piattaforma di streaming, e dovesse quindi sempre invogliare le persone a rimanere iscritte oppure ad acquistare il suo merchandising, oppure a venire ai suoi eventi, e debba farlo attraverso ciò che pubblica, i suoi video, i suoi post ispirazionali, attraverso i suoi tutorial o attraverso i suoi corsi, why not?

Questo è lo scenario dell’artista imprenditore/content creator.

L’advertising è un’enorme scorciatoia per arrivare a fidelizzare a lungo termine uno sconosciuto e a trasformarlo in un potenziale fan.

Un fan è un tuo cliente, una persona che acquista da te: che sia la tua musica, che siano i tuoi servizi, o i tuoi eventi, è uguale.

Luoghi comuni sull’acquisto di pubblicità per un artista

È costosa.

No. Puoi investire anche un euro o due euro al giorno e comunque ottenere risultati.

Queste campagne non funzionano nel portarti nuovi follower.

Non è vero: dipende.

Devi testare più creatività possibile e capire quale di esse ti porta nuovi follower.

I follower sono uno degli obiettivi che puoi perseguire attraverso le campagne pubblicitarie e in realtà, non il più importante.

Il più importante è il tempo di permanenza della persona sui tuoi contenuti.

Quanto tempo una persona passa su un tuo video? Questo tempo lo puoi misurare attraverso le campagne pubblicitarie.

Se investo in pubblicità crescono solo i numeri. Mi sembra di buttare i soldi.

È senz’ altro così per certi tipi di servizi che ti permettono di comprare diecimila, ventimila, trentamila visualizzazioni sotto il tuo video di YouTube.

E poi finisce lì, ed è chiaro che hai la percezione di aver buttato i soldi nel cesso.

Se invece utilizzi un altro tipo di approccio come quello della campagna acchiappa-fan ogni volta che promuovi in video ti stai creando un asset, una risorsa da sfruttare in un secondo momento.

Questa risorsa è l’ attenzione che le persone ti hanno dato su quello specifico video su quello specifico contenuto.

Ma non è più facile comprare follower, o comprare streaming?

No, è la cosa più dannosa che puoi fare per te, la tua arte e la tua impresa in generale.

Acquistare follower o streaming inquina l’ecosistema che stai cercando di crearti e danneggia fortemente l’autenticità del tuo brand e di tutto quello che vai a pubblicare.

Oltre al fatto che, ripeto, anche gli stakeholder dell’industria, se ne accorgono, te l’assicuro.

Per cui l’unica persona che stai facendo fessa acquistando follower, sei tu.

Conclusione

In conclusione, questi sono i tre elementi fondamentali per attirare una vera fan.

Sto dando per scontato che tu abbia della musica di qualità.

Lo do per scontato semplicemente perché credo che nessuno sia in grado a priori giudicare se una musica o un contenuto funzionerà o meno, lo si può soltanto verificare.

Puoi soltanto verificare a valle che un contenuto sia in grado di risuonare con quelle che sono le caratteristiche, le esigenze e i dubbi, i desideri di un pubblico.

Tutt’al più che verificarlo costa pochissimo, anchezero se ti affidi agli algoritmi organici, per cui è veramente stupido fare supposizioni a monte sulla qualità di una musica o di un contenuto, quando puoi facilmente verificarlo a valle.

Il consiglio bonus che ti do nella creazione dei contenuti per i social è quello di concentrarti sulle video performance: video in cui ti esibisci.

Puoi farlo tranquillamente anche con la videocamera del tuo smartphone.

Ciò che è importante non è tanto la qualità tecnica o artistica, quanto piuttosto la qualità comunicativa e per tale intendo la capacità di un contenuto prima di tutto di catturare l’attenzione del tuo pubblico e poi di mantenerla incollata per tutta la sua durata.

Crearsi una fanbase sui social può essere la proverbiale pigna nel, ehm… spina nel fianco.

Ma non deve essere per forza così.

Non c’ è bisogno di lasciarsi paralizzare dalla paura di esporsi, oppure dalla paura di buttare dei soldi nel gabinetto.

La soluzione è quella di beneficiare della conoscenza e dell’esperienza di altre persone, di altri colleghi che magari sono passati attraverso le stesse paure.

Artisti Adesso, sotto questo punto di vista, è la soluzione, perché oltre a fornirti la conoscenza necessaria per pubblicare dei contenuti sui social che funzionano a lungo termine, per lanciare delle campagne acchiappa-fan che ti generano visualizzatori completi dei tuoi contenuti anche con uno o due euro al giorno…

…oltre a insegnarti tutto, cio’ (strategie avanzate per Instagram, strategie di copywriting, ovvero scrittura persuasiva per artisti e molto altro)…

…ci sono le call di gruppo settimanali, nelle quali ci confrontiamo proprio vis a vis.

C’ è un confronto diretto, un confronto umano, in cui beneficiamo dell’esperienza di ciascun membro della community.

Io stesso imparo tantissimo nel relazionarmi ad altri colleghi, consapevole del fatto che più importante della conoscenza è l’esperienza, ovvero mettersi nelle condizioni di agire il prima possibile, di fare tutti gli errori del caso, ma di imparare da quegli errori il più velocemente possibile.

Oggigiorno con i social media è possibile sbagliare ad una velocità stratosferica e quindi con la stessa velocità, ottenere risultati.

La strategie ci sono e funzionano: il problema è metterle effettivamente in pratica (e Artisti Adesso ti “spinge” a farlo).

Ho concluso.

Ed è pazzesco che sia riuscito a scrivere questo articolo (e a fare il relativo video) senza far svegliare mia figlia 😅

Ci vediamo al prossimo contenuto.

Sull'autore

Gabriele

Sono un cantautore e music marketer, aiuto i colleghi a farsi scoprire DA VIVI.

By Gabriele

Gabriele

Sono un cantautore e music marketer, aiuto i colleghi a farsi scoprire DA VIVI.

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